mostra digitale
Scoprite una collezione unica di orologi e strumenti di misurazione dello spazio, preziosi pezzi che narrano l’evoluzione del tempo dalla raccolta di Carlo Alberto Lisandrelli.
TUTTI I NOSTRI OROLOGI
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Nr 63 – Grande orologio da tasca con scena di caccia
Nr 63 Grande orologio da tasca, cassa in ”argentan”…
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Nr 64 – Orologio da tasca con movimento a ribalta
Orologio da tasca, cassa in argento, movimento a ribalta,…
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Nr 65 – Grande orologio da tasca Doxa
Grande orologio da tasca Doxa, movimento con scappamento ad…
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Nr 66 – Orologio da persona con cassa in legno
Orologio da persona, cassa in legno con indici a…
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Nr 67 – Orologio da persona con decorazioni floreali
Orologio da persona, cassa in argento con decorazioni floreali…
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Nr 68 – Orologio da tasca con cassa lignea
Orologio da tasca, movimento con scappamento a cilindro, cassa…
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Nr 69 – Orologio da persona “Stewart Dawson & co Liverpool”
Orologio da persona firmato “Stewart Dawson & co Liverpool”,…
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Nr 70 – Grande orologio da tasca con movimento FB Locle
Grande orologio da tasca, cassa in metallo argentato, quadrante…
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Piccolo orologio da tasca Barlow & Co
Movimento scappamento a cilindro, cassa in argento 935 incisa…
Quando si pensa ad un segnatempo, la prima domanda che ci si pone è : quando è nato?
Immaginiamo che nacque quando l’uomo ne sentì la necessità!
Se pensiamo che i cerchi di pietre come Stonehenge vennero costruiti prima ancora del paleolitico, possiamo dedurre che l’avvenimento dei solstizi e degli equinozi fosse di vitale importanza. La meridiana più antica, scoperta di recente in Egitto, risale al 1500 a.C.. Gli antichi persiani perfezionarono alcune tecniche di misurazione del tempo, i cinesi ne seguirono le orme, ma facendo un bel salto nel tempo arriviamo alla clessidra ad acqua; un esempio molto significativo è la Torre dei Venti ad Atene, ove all’interno si ritiene ce ne fosse una.
Lo scorrere del tempo non può che fermarsi al Medioevo. Quelli che vengono considerati i primi orologiai moderni furono i monaci benedettini: la grande necessità di rigore temporale nei momenti di preghiera e l’abilità di alcuni di loro fece sì che il primo orologio registrato al mondo, nel 996, fu costruito per la città tedesca di Magdeburgo da colui che poi divenne Papa Silvestro II.
Percorrendo un lungo periodo come il Medioevo, troviamo nel nostro cammino le campane del paese e i campanili delle chiese. Possiamo ben immaginare come il suono delle campane rivelasse l’apertura di un mercato, i tempi di udienza e naturalmente gli orari di preghiera nei monasteri o le messe nelle cattedrali. L’invenzione dello scappamento consentì di annunciare al momento esatto questi eventi, importantissimi per la vita medioevale, permettendo lo sviluppo dell’orologio a ruota, per la prima volta menzionato in un documento nel 1335.
Facendo un lungo salto nel tempo e tralasciando epoche ritenute più importanti per la storia artistica pittorica e scultorea, arriviamo al 1656: Christian Huygens, scienziato olandese, perseguendo le leggi del moto del pendolo di Galileo Galilei, deposita il primo brevetto e viene ancor oggi considerato l’inventore dell’orologio a pendolo.
Entriamo ora nel nostro spazio, Tempo e Misura. I nostri strumenti di misura segnano l’epoca più vivace nella creazione di movimenti per orologi da tasca. La scelta di esporre al pubblico una collezione di orologi è volontà di Carlo Alberto Lisandrelli, appassionato frequentatore di mercatini della Capitale e conoscitore di meccanismi. 140 anni circa di storia sono esposti nelle vetrine del museo “Tempo e Misura” a lui dedicato.



